Quanto ci costano le verdure fuori stagione?
Pubblicato da Destiny
Facendo un giro in un grande supermercato non è raro imbattersi in quella che un tempo veniva chiamata la verdura fuori stagione. Dico un tempo perché soprattutto negli ultimi anni si è verificato un progressivo cambiamento delle tradizioni alimentari, in Italia ma anche in ogni parte del mondo.
Chiaramente questo è uno dei risultati che la sempre poco valutata ma spesso troppo mal compresa globalizzazione ci ha e ci sta portando in dote, come i trattasse di un corredo nuziale.
Ho usato la definizione mal compresa in quanto si parla di globalizzazione come di un fenomeno da eliminare completamente come un male pericoloso o nel senso di un progetto economico globale che aprirà, se non ha già spalancato, le porte del commercio su scala globale.
Ma da entrambe le parti manca a mio avviso una profonda riflessione sui processi che questo fenomeno crea nel piano locale e su come realmente questo fenomeno influenza le nostre vite, e anche se sempre sottovalutato, come influenzerà le vite dei nostri figli e delle future generazioni.
Per ben comprendere questo fenomeno, è necessario a mio avviso una analisi sistematica su quelli che sono i meccanismi economici locali che regolano in buona sostanza la nostra vita.
Partendo dall’esempio delle verdure fuori stagione, dico verdure come potrei dire frutta o altri prodotti, si può provare a fare una semplice analisi di quanto questi prodotti, ormai più che comuni nei banchi delle più grandi catene di distribuzione italiane, ci vengono a costare. In ogni mese dell’anno ormai possiamo trovare su qualsiasi banco frutta banane e ananas, magari provenienti dall’Africa o dal medio oriente, asparagi e fragole che magari provengono dal sud America o dall’Asia, e così via.
Ma oltre al costo del prodotto in sé va aggiunto il costo del trasporto l’inquinamento che l’aereo produce. Il nostro mazzetto di asparagi peruviani ha un costo che oltre a superare quello del prodotto e del trasporto e del confezionamento in sé, va calcolato anche sull’impatto ambientale, effetto serra, ecc. che il mazzetto di asparagi causa.
Non certo il mazzetto di asparagi, ma il regime economico che mi crea la necessità di avere sul banco verdura del supermercato dietro casa una quantità sempre più prodotti internazionali che possano stimolare la capacità di acquisto del consumatore. A questo aspetto già di per sé importante anche se sottovalutato, bisogna anche sommare l’impatto che la verdura “fuori stagione” ha sul prodotto locale.
Se i banchi delle grandi catene di distribuzione così come i verdurai sotto casa si arricchiscono di prodotti sempre più esotici, che fine faranno i prodotti di stagione? Vale a dire che fine faranno i prodotti prodotti localmente? Chiaramente con un calo della domanda i prodotti subiscono un forte calo delle vendite.
Ma non solo. Vendendo le verdure o la frutta alle grandi catene di distribuzione, i produttori, vale a dire i contadini, sono costretti a fare un primo vaglio della loro produzione, che equivale a dire che una rilevante percentuale del prodotto viene scartata, magari a causa dell’aspetto, della forma ecc.
Lo stesso processo viene poi svolto da quelli che sono chiamati mercati generali dove la verdura e la frutta sono vendute all’ingrosso. La merce che arriva sui banchi vendita è quella ritenuta perfetta, non ammaccata o fuori misura, quella che possa, in altre parole a conquistare l’attenzione dell’acquirente, del cliente.
Tutto questo in un mondo, quello appunto globalizzato, dove milioni di persone muoiono ancora di fame e problema per il quale i governi occidentali stanziano fior di miliardi ogni tot di anni. In parole povere, per comprarmi un frutto esotico o fuori stagione non solo arreco un danno ambientale dovuto al trasporto e al confezionamento, che comunque è fatto di derivati dal petrolio, ma anche si inserisce in un circuito economico che penalizza i coltivatori diretti e alimenta uno squilibrio in chiave mondiale che ci costa, alla fine dei conti, fior di soldi in finanziamenti.
Senza contare che questo modo di acquistare sta rovinando non solo il nostro mondo ma soprattutto quello che dovranno abitare i nostri figli. Il costo delle scelte che quotidianamente facciamo scegliendo la merce esposta sui banche dei supermercati ricadrà principalmente su di loro.
E non può essere una scusante il fatto che poi non ci saremo quando loro si vedranno presentato il conto delle nostre spese. A questo punto è davvero il caso di chiederci: ma quanto ci costa questa verdura fuori stagione?
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